28 luglio 2013
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I forzati della Strada.

Il nome “I forzati della strada” è un omaggio ai corridori che hanno reso grande lo sport delle due ruote. Riprende la celebre definizione coniata dal giornalista francese Albert Londres nel 1924. Appena tornato da un viaggio dentro le colonie penali della Cayenna, venne inviato al seguito del Tour de France. Dopo qualche giorno, Londres, completamente digiuno di ciclismo, osserva la similitudine tra la vita e le sofferenze dei condannati ai lavori forzati e quella dei corridori

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Da qualche anno si sta facendo strada un nuovo modo di interpretare la passione per il ciclismo: l’ebbrezza di immedesimarsi nei pionieri che hanno tracciato la strada di questo sport rendendolo grande. Cavalcando quelle stesse bici e pedalando sulle stesse strade polverose. Il gusto dell’avventura esaltato da un autentico viaggio nel tempo alla ricerca delle radici autentiche del ciclismo. Lontano dall’agonismo estremo che si respira sempre più spesso fra i cicloamatori. Un nuovo spirito che coniuga il diletto di praticare lo sport con il piacere di immergersi nella natura alla scoperta di nuovi paesaggi, colori e odori. Un nuovo modo di praticare il turismo in bicicletta nel rispetto totale della natura.